250 euro per un piatto di linguine all’aragosta: interviene il titolare (1 / 2)

Una  vicenda a dir poco assurda, quella che stiamo per raccontarvi e che, in men che non si dica, è divenuta virale, generando una marea di commenti sul web.

Il cliente, avrebbe ordinato inizialmente un normale piatto di spaghetti ai frutti di mare, una pietanza che nel locale costava abitualmente tra i 25 e i 30 euro. Il cameriere, però, gli avrebbe suggerito di provare delle linguine all’aragosta, mostrando persino il crostaceo per convincerlo della qualità della proposta. Nessun riferimento esplicito, però, sarebbe stato fatto sul prezzo finale del piatto. L’uomo, descritto come cliente abituale del ristorante, avrebbe accettato pensando a un costo sì più alto, ma comunque in linea con il resto del menu. In passato, infatti, avrebbe già speso cifre importanti per pranzi completi a base di pesce, arrivando attorno ai 150 euro complessivi. Stavolta, però, la situazione avrebbe preso una piega completamente diversa e decisamente più pesante per il portafoglio.

Secondo quanto riportato, il prezzo delle linguine all’aragosta sarebbe arrivato addirittura a 250 euro per un solo piatto. Una cifra che avrebbe fatto impennare il totale dello scontrino fino a 401,30 euro, nonostante il cliente avesse persino rinunciato a una delle portate che ordinava abitualmente. Un conto definito “da infarto” e che avrebbe lasciato l’uomo completamente senza parole.

La vicenda è stata commentata anche dall’associazione dei consumatori Adico, che ha sottolineato come legalmente sia difficile intervenire, visto che il cliente non avrebbe chiesto il prezzo del piatto prima di accettare la proposta del cameriere. Tuttavia, l’associazione ha parlato di comportamenti dannosi per l’immagine di Venezia, città che da anni combatte contro la fama di meta turistica dai prezzi eccessivi e poco trasparenti.

Il titolare del ristorante, invece, precisa che proprio per il fatto che le linguine all’aragosta non fossero scritte nel menu, doveva essere precisato il prezzo, che varia in ragione delle dimensioni dell’animale e dell’andamento del mercato e  che i camerieri hanno l’obbligo di avvertire il cliente del prezzo, sottolineando:  «Se poi c’è una contestazione  e il cliente non vuole pagare perchè non è stato avvertito del prezzo, a pagare è il cameriere di tasca propria. Ma il cliente ha saldato il conto senza esitazione, quindi immagino fosse soddisfatto. Non sono in grado di verificare la versione del cameriere in questo momento, perchè è fuori città per alcuni giorni. Non abbiamo clienti abituali, lavoriamo soprattutto con i turisti, ma se ci vengono mosse delle contestazioni siamo sempre pronti alla verifica» . Il caso delle linguine all’aragosta si aggiunge così a una lunga serie di episodi simili che negli anni hanno fatto discutere. Dai conti milionari per piatti di pesce fino agli scontrini record diventati virali sui social, Venezia continua a trovarsi al centro di polemiche che dividono opinione pubblica e ristoratori. Da una parte c’è chi sostiene che certi prezzi siano inevitabili in località esclusive, dall’altra chi chiede regole più severe e maggiore chiarezza per evitare brutte sorprese ai clienti.