
Che l’Imu generi una gran noia tra gli italiani costretti a pagarla, è risaputo ma da oggi c’è chi non dovrà più ottemperare al pagamento ma cosa sappiamo in merito?
La svolta riguarda in particolare chi possiede un immobile utilizzato come abitazione principale. In base alle norme già in vigore e rafforzate da recenti interpretazioni, chi vive stabilmente nella propria casa – con residenza anagrafica e dimora abituale – non deve pagare l’IMU, purché l’immobile non sia considerato di lusso.
Le categorie catastali fanno infatti la differenza: le abitazioni comuni (come A/2, A/3, A/4 e simili) sono esenti, mentre quelle di lusso (A/1, A/8, A/9) restano soggette all’imposta, anche se utilizzate come prima casa.
Uno degli aspetti più sorprendenti riguarda però una recente interpretazione della Corte di Cassazione: anche se una parte della casa viene affittata, l’esenzione può rimanere valida, a condizione che il proprietario continui a viverci stabilmente. Questo rappresenta un cambio importante rispetto a una visione più restrittiva del passato.

Non solo: l’esenzione si applica anche in diversi casi particolari previsti dalla legge, come gli alloggi sociali, le case assegnate al genitore affidatario o alcune situazioni legate a categorie specifiche di lavoratori e cittadini.
Inoltre, anche alcune seconde case possono beneficiare di riduzioni o esenzioni, ad esempio se risultano inagibili o non utilizzate, oppure in presenza di particolari requisiti stabiliti dai Comuni.
In definitiva, la “notizia shock” non è tanto una nuova legge, quanto una combinazione di norme già esistenti e interpretazioni più favorevoli ai contribuenti. Il risultato è chiaro: sempre più persone potrebbero rientrare tra coloro che non devono più pagare l’IMU, a patto di rispettare precise condizioni.