
Una sferzata di inverno sta attraversando l’Italia, con nevicate fino a quote relativamente basse e temperature scese sotto le medie stagionali, specie lungo la dorsale appenninica. Dopo settimane di clima insolitamente mite, il cambiamento è netto, ma destinato a durare poco.”Si tratta di una breve ondata di freddo, già in fase di attenuazione”, spiega Giulio Betti, climatologo e ricercatore del CNR.
I valori, per quanto rigidi, non hanno carattere eccezionale. Già da venerdì 9 gennaio, l’ingresso di correnti occidentali più miti segnerà l’inizio di un rialzo termico, più marcato al Centro-Sud.Le precipitazioni continueranno a interessare principalmente il Nord Appennino, ma con il limite della neve che si alzerà rapidamente verso i 1400-1500 metri. Sulle Alpi, in particolare quelle centro-orientali, non sono previsti apporti nevosi significativi.
Venerdì, piogge interesseranno invece Toscana, Lazio e Campania, regioni già provate da recenti maltemi, accompagnate da venti di Libeccio e mareggiate sul Tirreno. Il weekend porterà un nuovo, temporaneo colpo di coda del freddo. Nella notte tra venerdì e sabato, non si escludono rovesci nevosi fino a 600-800 metri tra Toscana e Umbria.

In Sardegna soffierà un maestrale forte, con raffiche fino a 100 km/h sui settori settentrionali e occidentali. Domenica, l’ingresso di aria dai Balcani garantirà una tregua dalle piogge, ma non dal freddo, con possibili deboli nevicate sulle colline dell’Adriatico centrale. Il punto di svolta è atteso all’inizio della prossima settimana. “Tra lunedì e martedì – chiarisce Betti – il ritorno stabile delle correnti occidentali riporterà temperature più miti, chiudendo definitivamente questa fase”.
Il climatologo invita a guardare l’episodio nella giusta prospettiva, evitando paragoni con eventi storici come il gelo del 1985. Questo breve ritorno dell’inverno segue, infatti, uno dei mesi di dicembre più caldi mai registrati. “L’inverno 2024-2025 è arrivato in ritardo”, ricorda Betti, sottolineando come il quadro sia coerente con le tendenze del cambiamento climatico, che rende le stagioni fredde sempre più corte, intermittenti e meno intense rispetto al passato.
