Indossava un abito bianco come un sogno, sorrideva, ma le lacrime le luccicavano negli occhi. Mi prese la mano, la mano indurita dalla terra, dal sudore e da anni di lavoro.
«Mamma», disse dolcemente, «è quello il vestito che indossavi quando è nato Marco?»
Mi sono bloccato.
"Come lo sapevi?" sussurrai.
Sorrise, con le lacrime che le rigavano il viso. "Marco me l'ha detto. Ha detto che quando voleva ricordare la profondità del tuo amore, pensava a te: con quel vestito verde, che lo sostenevi nel dolore, ma continuavi a sorridere."
La chiesa sembrava silenziosa, come se tutti stessero ascoltando.
"Mamma", continuò, "non voglio che tu cambi nulla. Quel vestito... rappresenta ogni sacrificio che hai fatto per Marco. Non c'è niente di più bello."
Mi abbracciò in mezzo alla folla. E in quell'abbraccio, sentii Marco, ora il mio futuro marito, fare un respiro profondo e silenzioso. Si avvicinò e mi asciugò delicatamente le lacrime.
"Mamma, grazie per il vestito verde. Ogni volta che lo vedo, mi ricordo che non c'è colore più bello dell'amore che mi hai dato."
LE RISATE E LE LACRIME
Dopo la cerimonia, molti ospiti si sono fatti avanti, non per giudicare, ma per festeggiare.
"Sei meravigliosa, Madre Teresa."
"Il verde ti dona: è il colore della vita stessa."
Più tardi, durante il ricevimento, Lara prese il microfono.
"Oggi voglio rendere omaggio a questa donna. Forse non indossa abiti firmati, ma è la ragione per cui amo Marco. Se c'è qualcuno il cui esempio dovrei seguire come moglie, quella è Madre Teresa."
Gli applausi riempirono la stanza. Rimasi lì a piangere, e per la prima volta non provai alcuna vergogna nel mio vecchio vestito verde. Quel giorno era l'abito più prezioso che potessi mai indossare, tessuto con amore.