Musica italiana in lutto: è deceduto poco fa (1 / 2)

La notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere è arrivata nelle scorse ore, lasciando increduli amici, colleghi e appassionati di musica. Si è spento Alberto Palazzi, musicista e psicologo di appena 36 anni, figura molto apprezzata sia nell’ambiente artistico sia nel delicato settore delle comunità riabilitative.

Palazzi era conosciuto soprattutto per il suo lavoro con i “20’s Strings”, progetto musicale attraverso il quale aveva portato il jazz manouche in numerose città italiane e francesi. La sua chitarra era diventata negli anni il simbolo di uno stile elegante e coinvolgente, capace di riportare in vita le sonorità rese celebri dal leggendario Django Reinhardt. Ogni concerto rappresentava un’occasione per creare connessioni autentiche con il pubblico, grazie a un approccio spontaneo e mai distante.

Accanto alla carriera artistica, Alberto Palazzi svolgeva la professione di psicologo all’interno di comunità di recupero per giovani in difficoltà. Due mondi apparentemente diversi che, nel suo caso, si intrecciavano perfettamente. Chi ha lavorato con lui racconta infatti di una persona convinta che la musica potesse diventare uno strumento di ascolto, sostegno e rinascita personale. La sua sensibilità umana era considerata una delle sue qualità più preziose.

Molto legato al territorio, Palazzi partecipava spesso alle jam session organizzate al Circolo “La Soce”, dove si esibiva insieme agli amici e musicisti Maurizio Mazzeo e Andrea Garombo. Quegli appuntamenti erano diventati un riferimento per tanti appassionati del genere e rappresentavano momenti di incontro molto attesi. Anche il festival Lunathica ha voluto ricordarlo pubblicamente con un messaggio di affetto e gratitudine, sottolineando il valore della sua presenza artistica e umana durante le collaborazioni degli ultimi anni.

La scomparsa di Alberto Palazzi lascia un grande vuoto in chi lo aveva conosciuto da vicino. Resterà il ricordo di un artista raffinato, ma soprattutto di una persona capace di mettere il proprio talento al servizio degli altri. La sua musica continuerà a vivere nei concerti, nei workshop e nei momenti condivisi con chi ha avuto la fortuna di incrociare il suo cammino umano e professionale.