“Nessun colpevole”. Garlasco, la notizia in questi minuti (1 / 2)

 

Il delitto di Garlasco, mai come in queste ore, è sotto l'attenzione mediatica per via degli ultimissimi sviluppi che lo riguardano e che tengono gli italiani col fiato sospeso.

Il cuore del dibattito attuale ruota attorno a una possibilità tanto delicata quanto dirompentel’ipotesi che il caso possa chiudersi senza un colpevole certo. Uno scenario, questo,  che, se confermato, avrebbe conseguenze profonde non solo sul piano giudiziario ma anche su quello mediatico e sociale.Le nuove valutazioni degli inquirenti si concentrano su elementi già noti ma reinterpretati alla luce di tecnologie e metodi investigativi più moderni. Alcuni indizi, un tempo considerati centrali, oggi vengono riletti con maggiore cautela, mentre altri dettagli emergenti stanno assumendo un peso diverso nelle ricostruzioni.

La Procura sta cercando di capire se le prove raccolte nel tempo siano sufficienti per sostenere una ricostruzione definitiva oppure se permangano margini tali da impedire una conclusione univoca. È proprio qui che si inserisce lo scenario più delicato: l’eventualità di un “non luogo a una verità certa”. Se si arrivasse davvero a una situazione del genere, si aprirebbe un dibattito complesso sul funzionamento della giustizia nei casi indiziari, soprattutto quando le prove non riescono a convergere in modo definitivo verso una sola responsabilità.

Ma vediamo insieme  i due scenari che potrebbero crearsi, spiegati alla grandissima in un articolo del settimanale Oggi, che sta seguendo, di ora in ora, gli sviluppi sul caso.   Per quanto riguarda Alberto Stasi,  le nuove prove che lo scagionano, arriverebbero da quelle raccolte da un’altra inchiesta sullo stesso delitto che vede Alberto Stasi,   l’amico di Marco Poggi, come indagato.  La prova  cruciale, che porterebbe a scagiorare il fidanzato di Chiara, sarebbe rappresentata dall’ orario del decesso della ragazza,   riportato a quello ipotizzato inizialmente, tra le 10.30 e le 12 con maggiore «centratura» tra le 11 e le 11.30.  Questo  orario sarebbe  incompatibile con la presenza di Alberto sulla scena del  delitto.  Le altre prove a  favore di Alberto riguardano il   materiale biologico presente sui pedali della bicicletta e l’esclusione che il killer abbia usato il lavabo (dove fu trovata un’impronta di Alberto sul dispenser) dopo il delitto. Se Alberto venisse assolto,  dovrebbero essere restituite tutte le spese legali sostenute e il risarcimento versato alle parti civili ma si aprirebbe anche una richiesta d’indennizzo allo Stato  di parecchio  superiore al massimo previsto dalla legge per ingiusta detenzione, dell’importo di qualche milione di euro.

Per Andrea Sempio, è tutto più articolato con tante contestazioni che vanno dall'impronta 33 sul muro del corridoio che portava in cantina al suo dna sulle unghie di Chiara, fino al famoso scontrino del parcheggio di Vigevano e potrebbe forse spuntare ulteriori elementi. Nel frattempo, l'avvocato difensore di Sempio, Liborio Cataliotti, intervistato dal Corriere della Sera, ha dichiarato: «In ipotesi entrambi potrebbero essere assolti, ma sarebbe antigiuridico e illogico il contrario. Un sistema giudiziario non può produrre sentenze confliggenti l'una con l'altra». Andrea è stato infatti indagato per delitto in concorso, ma non conosceva Alberto. In sintesi: il delitto di Garlasco potrebbe domani restare senza un colpevole. Un giallo nel giallo che, come il principale, sembra al momento non avere risposte. Ma nel dibattito pubblico questa possibilità resta difficile da accettare. E mentre le indagini proseguono tra nuove verifiche e vecchie ombre, resta sospesa la domanda più inquietante di tutte: è davvero possibile che, dopo tutto questo tempo, la verità definitiva non arrivi mai?