Leva militare, ecco i primi a essere chiamati per prestare servizio (1 / 2)

Dal momento che il timore di un terzo scontro mondiale sembra essere sempre più non un’ipotesi, ma un dato concreto, “leva militare” è una delle parole più cliccate sui motori di ricerca.  In tanti si chiedono che cosa succederebbe laddove l’Italia venisse coinvolta nello scontro e, soprattutto, chi dovrebbe scendere per primo in campo, senza se e senza ma.

Ma andiamo con ordine, facendo un piccolo riassunto della situazione nel nostro Paese. La leva militare obbligatoria è stata sospesa nel nostro Paese dal 1° gennaio 2005 con la legge 226/2004, passando a un esercito professionale su base volontaria. Questo, tradotto in soldoni, significa che i cittadini italiani non sono più obbligati a svolgere il servizio militare, ma che l’obbligo potrebbe essere ripristinato in caso di grave crisi internazionale o di scontro mondiale. La leva militare è stata sospesa, ma non è eliminata.

Gli scontri in corso, quello tra Ucraina e Russia e tra Iran e Israele, stanno rendendo la situazione geopolitica internazionale estremamente complessa e incandescente, tanto che ogni minuto si sente parlare di terzo scontro mondiale.  L’escalation dei fatti  ha portato, inevitabilmente, i  paesi della  NATO a porsi degli interrogativi seri su cosa fare in caso di scontro armato che li coinvolga.

Se, ad esempio, si verificasse un attacco a un membro dell’Alleanza, anche l’Italia sarebbe chiamata a rispondere, come previsto dall’articolo 5 della NATO, cosa ormai nota.

Ma chi sarebbero i primi a essere chiamati per prestare servizio? Non ci resta che scoprirlo insieme sulla base della normativa che li regolamenta nella pagina successiva del nostro articolo, dal momento che la leva militare rappresenta un vero e proprio timore degli italiani.